Archive for Giugno, 2008

Giu 30 2008

Parlano di Noi.. male

Pubblicato da Diego Novo nella categoria Politica, Una finestra sul mondo

Il Financial Times del 26.06.08

Oh no, non ancora.
Ancora una volta il focus di Berlusconi è sé stesso e non gli italiani.
Silvio Berlusconi è in carica in Italia da 50 giorni. Guardare il suo nuovo governo in azione è un po’ come mettersi a sedere per guardare un cattivo vecchio film ancora una volta. Quando il leader di Forza Italia governò l’Italia dal 2001 al 2006, spese troppo tempo a legiferare per proteggere sé stesso dai procedimenti giudiziari e troppo poco per riformare l’economia italiana. E’ presto per dare giudizi definitivi, naturalmente. Ma l’ultima prova di governo di Berlusconi assomiglia già a un altro film dell’orrore.
Ancora una volta, il settantunenne primo ministro sta spendendo molta della sua energia politica per fare leggi che lo proteggano dai pubblici ministeri italiani. Vuole fare approvare una legge che sospenderebbe per un anno molti processi per i quali è prevista una condanna inferiore ai 10 anni. Se la legge sarà approvata verrà affondato il processo previsto per l’inizio del mese prossimo nel quale Berlusconi è accusato di aver pagato 600.000 dollari al suo avvocato inglese, David Mills. L’opposizione ha soprannominato la legge: “salva premier”.
Berlusconi non si ferma qui.
Sta anche cercando di introdurre una legge che garantirebbe l’immunità dai processi alle principali cariche dello Stato, inclusa la sua. Una tale legge sarebbe impensabile nella maggior parte degli Stati occidentali ed è stata giudicata incostituzionale dalla Corte costituzionale quando Berlusconi cercò di introdurla nel 2004. Ora che è ritornato, Berlusconi ci prova un’altra volta.
Tutto questo sarebbe di modesto interesse se Berlusconi spendesse la stessa quantità di energia per riformare la declinante economia italiana. Ma anche qui le paure stanno crescendo. L’ultima volta che ebbe il potere, uno de peggiori errori di Berlusconi fu di lasciare fuori controllo il deficit italiano e la spirale dei debiti. Ci si interroga se stiamo per rivedere la stessa situazione.
Il governo Berlusconi ha introdotto una previsione finanziaria con una crescita del deficit pubblico dall’1,9% del prodotto interno lordo del 2007 al 2,5% del 2008. La crescita può essere giustificata dalla bassa crescita economica; ma non si sono ancora segnali che questo governo stia mantenendo una stretta presa sulla spesa pubblica.
Per la salute dell’Italia, le cose devono migliorare da qui. Il Paese ha una delle crescite più basse nell’area dell’euro. C’è bisogno di un governo serio e responsabile per invertire il processo economico. Ieri Berlusconi ha detto che i pubblici ministeri italiani lo hanno costretto a un “Calvario” senza fine. Ma l’unico “Calvario” sofferto in questa storia è quello sopportato dall’Italia, che ha bisogno di una drammatica inversione di tendenza delle sue fortune politiche ed economiche.”

Riporto anche l’immagine della scansione dell’articolo.

Financial Times

Si preoccupano loro di Noi e noi niente, gli italiani lo rivotano.. come è possibile..

Share/Save/Bookmark

3 commenti presenti

Giu 01 2008

La storia non ci insegna nulla?

Pubblicato da Maicol Casarin nella categoria Altra Politica

Venerdì sera mi sono imbattuto sullo speciale del film “Il divo”, proposto da Santoro su Annozero, e vincitore del cosiddetto “Prix du jury” al Festival di Cannes. Il film racconta la storia di Giulio Andreotti, e della Prima Repubblica, nel bene e nel male. A discuterne c’erano tra gli altri Paolo Cirino Pomicino e Claudio Martelli (entrambi ministri del VI esecutivo Andreottiano). Dopo il concerto-fasullo di Vasco su rai2 della sera prima e la puntata di PortaAPorta su rai1 intitolata “Più grassi con la dieta” e “Tesori di nonni – Gli aiuti economici dei nonni nelle famiglie italiane” mi ci voleva qualcosa di più forte, come un buon whisky dopo una tazza di latte.

Beh, spero che qualcuno come me abbia potuto assistere al programma (rinunciando a fatica all’immancabile amichevolissima dell’Italia), e sentirsi per così dire… spaesato. Io dall’alto dei miei 26 anni stentavo a riconoscere i fatti di rilevanza politica trattati riguardanti la fine della cosiddetta Prima Repubblica (come strategia della tensione, o P2); conoscevo però, (questo si!) i personaggi di tale periodo: oltre a quelli sopraccitati aggiungo Vincenzo Scotti, Licio Gelli, Giovanni Falcone, Libero Grassi, Giuseppe Ciarrapico. Alcuni di questi sono ancora oggi presenti nella politica italiana, dentro o fuori il parlamento, per non parlare del protagonista del film.

Rimasto impietrito dalla quantità di informazioni ricevute, rimasi con l’amaro in bocca di chi, come spero altri come me (altrimenti mi preoccupo sul serio), sia rimasto insoddisfatto nel non aver colto tutto quello che c’era da cogliere per manifesta ignoranza. Mi rendo conto che ben poco conosco della storia, almeno quella degli ultimi 60 anni. Dopotutto ho solo 26 anni perdio, ma mai a scuola sono stati toccati temi della storia più recente; sempre e solo fino alla 1° guerra mondiale, massimo all’olocausto. Mai studiato la nascita della Repubblica, mai studiato gli anni di piombo, la Guerra Fredda, mai studiato la strategia della tensione, Israele, mai studiato la P2 (quanti sanno cos’è in realtà mi piacerebbe saperlo); ma perché, dico io, studiare gli Etruschi, i Fenici, l’Alto Medioevo e poi dover scoprire da solo che stiamo bombardando il Tigri e l’Eufrate (terra fertilissima tra l’altro), e glissare irrimediabilmente sulla parte fondamentale, ossia gli ultimi 60 anni di storia?

Leggiamo la nostra Costituzione e scopriamo che l’articolo 97 a cui si rifà questo blog esprime un principio di cui pochi sapevano l’esistenza; sfido chiunque a contraddirmi. Leggiamo l’articolo 3 comma 2 che ci dice che la Repubblica ha il compito di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”; lo sapevano già nel 1948 e lo scrissero in una costituzione repubblicana, e noi oggi discutiamo se paesi come gli Stati Uniti, con tali ed evidenti disuguaglianze economico-sociali sia o no il paese più libero del mondo.

Allora, come facciamo noi giovani di oggi a capire il presente se non conosciamo il nostro passato? Cosa ci si può aspettare di politicamente valido da un giovane che non conosce la storia? Dovremmo andare avanti invece troppo spesso siamo qui a ripassare un solco già fatto. Allora è proprio vero…La storia non ci insegna nulla!

il_divo.jpg

Share/Save/Bookmark

9 commenti presenti