Ott 24 2008

Padova Università Aperta

Pubblicato da Matteo Cesaretto il 18:37 nella categoria Altra Politica

PADOVA. Si sono svolte ieri in tutte le Facoltà dell’Università di Padova le Assemblee studenti-docenti che la delibera del Senato Accademico del 20 ottobre scorso (vedi allegato) aveva promosso per discutere di quei provvedimenti impropriamente definiti “riforma della scuola”. Questo articolo vuole essere un breve resoconto di quella svoltasi ieri a Scienze Politiche.

Ad aprire le discussioni il professor Gianni Riccamboni, Preside della Facoltà di Scienze Politiche, che espone la posizione comune di tutti i professori. Due i punti sotto accusa: la trasformazione delle Università pubblica in fondazioni private; la riduzione del Fondo per il Finanziamento Ordinario con tagli ai finanziamenti per gli Atenei di oltre 400 milioni di euro all’anno e la riduzione del turn over con assunzione di personale docente e tecnico-amministrativo solo nella misura del 20% delle cessazioni dell’anno precedente.

Molte delle scelte attuate dal governo sono andate nella direzione di sfavorire l’istruzione: la riduzione del’ICI ad esempio, di cui a beneficiare è stata soprattutto la fascia media alta dei cittadini, dovrà sopperita dal fondo della ricerca.

Il combinato disposto di tagli indiscriminato dei fondi e la trasformazioni delle Università pubblica in fondazione privata è “destinato a modificare il sistema nazionale pubblico in un sistema debole con accessi differenziati in base al censo”. Nei decreti approvati non si parla di formazione e si rischia di selezionare i corsi di laurea non sulla base del loro valore scientifico ma sulla base del contesto socio-economico in cui operano. L’Università sarebbe così costretta ad elemosinare fondi dai privati, i quali ovviamente elargiranno fondi in base al loro personale tornaconto. È questo un cambiamento epocale. Si passa dunque ad una condizione patrimonialistica e privatistica delle Università dove il diritto di tutti a studiare diviene prerogative di pochi.

La politica che il governo applica per la scuola è la medesima che si rintraccia anche in altri versanti politici. Il paese – dice Riccamboni – non può rinunciare al capitale umano e di ricerca che negli atenei viene formato. Occorrono sì riforme, ma che siano fatte in maniera seria e una volta per tutte e senza partire dal taglio indiscriminato delle risorse (economiche e umane).

La strada è in salita e l’opinione pubblica è contraria. Occorre spingere per modificare quel pregiudizio che vede l’Università come qualcosa di irrecuperabile e da lasciare al proprio destino, bisogna far comprendere alle forze sociali che la cultura è un bene di tutti, non offriamo – conclude Riccamboni – a quelle forze che vedono nel declino dell’Università il pretesto di confermarsi nel loro pregiudizio.

Molti sono gli interventi che sono seguiti, ci limitiamo a riportare gli spunti più interessanti. In questa lotta per conservare l’Università pubblica e per iniziare da qui ad imbastire un processo migliorativo, bisogna trovare la strategia per “portare la gente all’interno dell’università”, ovvero per far capire che questa è una battaglia per cui vale la pena combattere. Bisogna dunque allontanarsi dei luoghi comuni e saper districarsi da quei pregiudizi che riportano a modalità vetuste di lotta, oggi inadatte. Per combattere il nemico occorre conoscerne le armi. Non si possono riproporre vecchi slogan e vecchi simboli. Secondo molti – parere che io condivido – sbagliato sarebbe occupare le Facoltà. In questo modo si farebbe solo il gioco dei media offrendo loro la più classica delle notizie, utile solo a riempire i buchi dei palinsesti. Occorre piuttosto dare lo stimolo al cambiamento, trovare forme nuove di collaborazione e di protagonismo. L’errore anche in questo caso è di fare il gioco dei potenti, e stavolta la posta in palio sono 786 anni di Universa Universis Patavina Libertas.

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6 COMMENTI to “Padova Università Aperta”

  1. Conrado de Vitaon 24 Ott 2008 at 19:19

    Premessa personale: gli effetti dell’eresia Gelmini già si fanno sentire. Al Leonardo da Vinci di Padova, gli studenti del corso serale dovranno versare, oltre ai 150 euro di iscrizione, una quota di euro 200 per la copertura delle spese dell’Istituto, o i corsi non saranno garantiti.
    Passo al problema della contestazione.
    In generale, servono sicuramente alternative alla protesta fine a se stessa. Il governo ha alle spalle l’esperienza dell’articolo 18 e della riforma Moratti, non aspetta altro che una nuova occasione per demonizzare i dissidenti, nonostante sembrino essere la maggioranza. Guardando Annozero ieri - cosa che non faccio quasi mai - mi ha colpito un’immagine: un ragazzo parlava ai manifestanti. Aveva la testa rasata, un giubbotto nero con la bandiera tedesca sulla spalla, una maglietta nera con la scritta CLOCKWORK ORANGE (Arancia Meccanica): sarà un caso, ma è simbolico. Non potranno certo dire che quello è un infiltrato dei NoTav o della CGIL.
    L’attacco a tutti gli organi che si oppongono alla politica dell’attuale governo è un altro cancro della nostra (cosiddetta) democrazia, dal quale ci si deve liberare. Sono il primo a dire che la concertazione va riformata, ma ciò che si è fatto nei confronti del più rappresentativo organo di tutela dei lavoratori dalla vicenda Alitalia ad oggi è vergognoso così come i toni da ultrà che l’esecutivo si ostina a mantenere nei confronti di Epifani come di tutta la (cosiddetta) opposizione.
    Per l’art.18 Cofferati portò in piazza Milioni di persone, e a quel tempo la gente non era arrabbiata come oggi. Per questo, il governo sembra avere fretta di depotenziare la forza di trazione della CGIL, e di reprimere tutti i movimenti e tutte le occasioni della cittadinanza ad esprimere e scambiarsi il proprio pensiero. Il capo sa che sta scherzando col fuoco - e chi vi scrive ne è il meno entusiasta, ahimè! - perciò ha ben pronto il suo estintore preferito, la calunnia, affinchè i fiumi di oppositori, demoralizzati dall’inefficacia della protesta, diventino un putrido stagno di paladini del silenzio-assenso.
    Un applauso ad alcuni miei colleghi di lavoro, che hanno votato una certa Fazione per sbarazzarsi dell’ICI. Un applauso ed un grazie.

  2. Riotman13on 24 Ott 2008 at 21:13

    Per quanto riguarda Padova la didattica procede regolarmente e le occupazioni riguardano,per quanto mi risulta, solamente Scienze Politiche (un’aula).
    C’è la consapevolezza diffusa tra noi studenti che i media,governo ecc.. aspettino solo un pretesto per demonizzare la protesta e ci rendiamo conto dell’indifferenza generale del mondo “non scolastico/accademico” riguardo questo problema.

    Voglio però dire una cosa, che il governo gioca sporco!vuole lo scontro!
    (il G8 di Genova insegna!!)
    Le frasi di Berlusconi servono per aizzare gli studenti più caldi e impaurire chi vuole manifestare il proprio dissenso!
    In più si permette di prenderci per il culo tutti! dicendo che gli studenti hanno il supporto dei media e che molte azioni di protesta son ideate da facinorosi!demonizzando la protesta e facendo passare come una cosa illegale!!! (sempre se domani non smentisce tutto!!!!)
    ..perchè dopo queste affermazioni perchè nessuno dei politici reclama il tanto amato contradditorio,che loro pretendono ogni volta che sono chiamati in causa??
    io avrei modo di replicare!!
    ” Chi POSSIEDE i media di informazione ed è o collabora con gente PLURICONDANNATA han ben poco da insegnarci!!!!!!!!!! ”

    Scusate lo sfogo…per chi fosse interessato agli sviluppi della protesta all’Università di Padova mi permetto di lasciare questo link :

    http://groups.google.it/group/unipdfutura?hl=it

  3. Riotman13on 24 Ott 2008 at 21:30

    ho appena letto l’intervista di Cossiga! nulla che non si sapesse per carità!
    è che son allibito per la disinvoltura di queste dichiarazioni e per silezio dei tg (almeno quelli di stasera!) … questo spiega come hanno governato “DEMOCRATICAMENTE” dal dopoguerra ad oggi e nessuno dice nulla…impressionante!

    leggetela vi prego :
    http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JMS/JMSRA.pdf

  4. Diego Novoon 25 Ott 2008 at 20:36

    Ciao riotman13, concordo con te! La situazione è molto grave. Ho visto matrix alcune sere fa dove erano presenti diversi esponenti politici, tra cui l’on. Bocchino, l’on. Cota e l’on. Fioroni, rispettivamente di PDL, Lega Nord e PD. In studio erano presenti dei rappresentanti di insegnanti e di studenti.
    Il dibattito è stato osceno, perché gli onorevoli non erano per nulla documentati e non conoscevano nemmeno gli argomenti del decreto di Tremonti e della riforma Gelmini. Le risposte che davano erano sempre confuse, con riferimenti a battute del tipo:’se la scuola è a questo punto è perché non facciamo figli…’!
    Fanno fatica a parlare l’italiano, sono stati richiamati diverse volte dall’insegnante in studio, sbagliavano le percentuali una pessima figura.
    Il problema è che comunque loro decidono senza dialogo, senza valutare il vero servizio che la scuola deve fare.
    Tutto per far tornare i conti!
    Sono molto triste da questa situazione, soprattutto perché vedo in molte persone che conosco la consapevolezza che è giusto tagliare finanziamenti alla scuola!
    Purtroppo l’ignoranza e l’indifferenza dilaga, e i nostri politici stanno giocando su questo facendocelo pagare a caro prezzo!
    I media sono ormai falsi e utilizzati solo per il bene dei potenti!
    Ogni argomento trattato dal movimento97 mi lascia senza parole perché sono consapevole che dobbiamo darci da fare tutti e coinvolgere sempre più persone per sperare che le cose possano cambiare.
    Io ci credo in un paese migliore.

  5. Matteo Cesarettoon 26 Ott 2008 at 19:29

    Amici cari, qui la faccenda inizia a farsi seria….
    diciamo subito una cosa: quella di scienze politiche non è un’aula occupata, bensì concessa esplicitamente dal Preside della facoltà. credo che altre facoltà come psicologia abbiano deciso di sospendere le lezioni. Stiamo attenti, perchè il solo fatto di parlare di occupazione fa tornare alla mente gli spettri del ‘68 ed è bene allontanarli fin da subito visto che tra la nostra e quella genereazione c’è una distanza di anni luce. Lo dico ancora una volta: riproporre quegli slogani e quei simboli farebbe solo il gioco di coloro che a suo tempo li usarono e che ora ci governano con ironico sorriso.
    Per chi ha studiato un pò la storia recente e conosce il mondo dell’universita credo che non abbia difficoltà alcuna a convenire con me sul fatto che le parole di Cossiga siano quanto mai squallide…vero è che il terrorismo (almeno una sua parte nacque dall’università) ma dire una cosa del genere, adesso, vuol dire quanto meno vivere in un mondo separato, oppure aizzare la folla al linciaggio. Cossiga poi avrebbe molte cose da spiegare a riguardo del terrorismo vero e proprio, e degli interessi che si scontrarono sulla vicenda Moro: se proprio deve parlare parli di quello.
    Altrettanto squallide le parole di feltri (che invitava a colpire gli studenti nelle loro “parti molli”) e tutti i teatrini che si vedono alla tv. E’ proprio questo il punto, (che tra l’altro è stato discusso nell’assemblea cui si riferisce l’articolo e di cui noi del M97 disponiamo di registrazione): le armi di “distrazione di massa” stanno facendo e faranno di tutto per dividere le forze in gioco. A vedere la tv si ha il senso che i manifestanti siano niente più che studentelli che protestano contro il maestro unico e il voto in condotta! niente di più falso!! quello che si tenta di salvaguardare vale molto di più: da esso deriva il futuro del nostro paese, e dovrebbe stare molto a cuore ai benpensanti che si permettono di sparare sentenze dal sofà di casa loro.
    Occore pertanto a mio parere che si uniscano le forze, e che professri come studenti mostrino chiaramnete le carte in tavola: i professori indichino un programma su cui riformare l’univeristà e rinuncino a certi loro privilegi, gli studenti inizino a reclamere il merito e magari il numero chiuso a tutte le facoltà. E’ questo solo il modo per rendere l’università di qualità, non certo il trasformarla in fondazione privata (qualcuno ne ha parlato di questo punto alla Tv??).
    Fatto questo si dimostri uno sforzo di volonta: ore supplementari e assemblee di discussione in modo da far vedere che quello che sta succedendo oggi non è la solità occasione per non saltare la lezione. Si invitono giornalisti, si scriva in rete, se ne parli il più possibile….questo io mi sento di dire oggi.
    Vorrei concludere poi ricordanodo ad ognuno di noi che ogni volta che sentiamo qualcuno parlare a sproposito giustificato dal fatto “che lo ha visto in tv”, e questo qualcuno si crede in diritto di parlare di qualsiasi cosa pur non sapendone un cazzo, beh, ogni volta che succede questo e noi non ci incazziamo e non gli intimiamo di starsene zitto o di informarsi sui documenti, anche noi siamo complici di questa ignoranza…iniziamo da quì: iniziamo a incazzarci!

  6. Marco De Mitrion 27 Ott 2008 at 09:44

    Sono in perfetta linea con ciò che è stato scritto e questa cosa la vivo personalmente, essendo ancora per poco uno studente universitario.
    Qualsiasi programma televisivo guardiamo, possiamo avere la dimostrazione che per l’ennesima volta si tenta una riforma un po’ a casaccio; a casaccio perché i parlamentari non sanno nemmeno di cosa si parla; a casaccio perché in una legge (133/08) che riguarda la manovra finanziaria estiva si parla dei soldi all’università senza parlare dell’Università; a casaccio perché perfettamente in linea con le precedenti riforme, basti pensare alla riforma Berlinguer con l’introduzione del 3+2.
    Spero vivamente che almeno questa volta si riesca a mettere dietro un tavolo tutti i soggetti coinvolti (studenti, professori, ricercatori, istituzioni, genitori, imprenditori) e che dalla loro tempesta di cervelli emerga una riforma seria dei della scuola e dell’università.
    Nel frattempo seguirò il consiglio di Matteo e mi incazzerò!

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