Dic 14 2008
Antonio Piarulli, P.P.A.
Movimento97 pubblica il seguente articolo continuando a ritenere prioritario offrire ai cittadini una pluralità di voci nella speranza che li aiuti a conoscere e quindi decidere. L’articolo in oggetto non è stato modificato dai gestori del sito, con la precisazione che la sua pubblicazione nel sito non necessariamente dimostra l’affinità tra la linea del movimento97 e le opinioni espresse dall’autore. La pubblicazione avviene con la speranza di stimolare un dibattito che aiuti e contribuisca ad un Nostro progresso continuo.
Buon dibattito a tutti
Movimento97
“I cittadini devono sentire in particolar modo quanto sia importante l’impostazione data alla struttura dello stato,affinché possa la stessa affermare nella realtà della vita sociale e politica una concezione cristiana.
Basti considerare come è avvenuto in Italia, ed ancor più in Germania, mediante il concorso degli organi costituzionali, il passaggio del regime da democratico a totalitario.
Tutti noi, ricorrendo ad un minimo di ragionamento razionale comprendiamo che la forma nuova di assolutismo, espressa dai diversi tipi di totalitarismo, rivestita dai paludamenti di un governo costituzionale, è la più drastica, è cioè quella che annulla la democrazia e che più stritola ed annienta l’uomo.
L’elemento esteriore attraverso il quale si prospetta costituzionalmente il passaggio da un regime democratico a un regime totalitario è soprattutto caratterizzato dal passaggio da una pluralità di partiti al partito unico;ed il partito unico è precipuamente lo strumento con il quale lo stato totalitario afferra l’uomo per assorbirne la personalità.
Proprio da ciò deriva la necessità di contenere le mire espansionistiche dei partiti, di qui la necessità di rintuzzare con momenti di grande partecipazione popolare la tendenza totalitaria di taluni partiti e conseguentemente agire al fine di imporre il metodo democratico. In considerazione di ciò nel campo politico diviene necessario un grande movimento di centro, che costituisca la spina dorsale di un’ autentico modello democratico.
Di qui nel campo costituzionale il valore delle autonomie attraverso le quali germoglia la spontaneità della vita pubblica.
I partiti politici sono oggi più che mai (seppur a gestione oligarchica) i protagonisti della vita politica democratica: questa ultima però potrà ravvivarsi solo alimentandosi dell’apporto di quelle sorgenti che stanno al di là dei partiti, società civile e organismi pre politici.
Noi cittadini nella visione integrale della personalità umana (fuori da egoismi), nella visione ordinata di cui questa personalità si integra e si espande, sentiamo vivo nella sua naturalità questo spontaneo articolarsi della vita pubblica nei diversi organismi della nostra società.
La nostra partecipazione alla vita pubblica deve essere quindi particolarmente attiva, animata da volontà di far si che le istituzioni diventino effettivamente costume. Quel costume politico in cui il rapporto tra la vita dei partiti e quella dei diversi organismi della società si risolva nella sua spontaneità, con quello spirito di servizio necessario alla costruzione del bene comune.
È qui opportuno ricordare l’apporto determinante della cosiddetta ”commissione dei 75” , che ebbe a procedere alla stesura del testo base, oggetto poi di discussione dell’assemblea costituente. Figure con grande personalità e lungimiranza quali Dossetti, La Pira, Moro, Mortati, Fanfani, Vanoni solo per ricordare alcuni dei cattolici che concorsero alla stesura, che si distinsero per competenza, progettualità e spirito di servizio.
Uomini, nostri padri, che individuarono tre momenti fondamentali:
-il personalismo, inteso cioè come la centralità della personalità umana, nella struttura della società e nella edificazione stessa dello stato democratico;
-il pluralismo inteso come modello per il superamento dello stato uniforme e accentratore in nome di un diffuso riconoscimento delle variegate realtà dei corpi sociali;
-il garantismo, inteso come la necessità di dotare i diritti dell’uomo di quei meccanismi di garanzia che non erano contemplati in precedenti testi costituzionali e più specificamente non erano contemplati nello statuto Albertino.
Emerge con grande forza un dato incontrovertibile, sinonimo di saggezza e democrazia: la costituzione repubblicana venne approvata dall’ assemblea costituente a larghissima maggioranza(90%).
Si da il caso che in piena crisi economica il Governo taglia i fondi per l’Istruzione.
Se solo i partiti facessero un gesto di responsabilità, riunciando ai rimborsi elettorali derivanti dalle ultime
elezioni politiche del 2008, recupereremmo circa 450 milioni di Euro, pari all’intero importo messo a disposizione per la Social Card. La sovranità appartiene al Popolo, cosi recita l’ artt. 1 della Costituzione. Ora dobbiamo chiederci se il Popolo, titolare della sovranità, la eserciti effettivamente, perchè non basta enunciare solennemente tale principio per renderlo effettivo. Libertà è Partecipazione!
un caro saluto,cordialità”.
Antonio Piarulli. http://it.youtube.com/watch?v=5YlZSLkKgL4
* Antonio Piarulli, segretario nazionale P.P.A.
Un commento to “Antonio Piarulli, P.P.A.”
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Gentile sig. Piarulli mi spiace dirglielo ma mi trova in disaccordo su alcune questioni non di forma ma di contenuto. Lei scrive “I cittadini devono sentire in particolar modo quanto sia importante l’impostazione data alla struttura dello stato” e fin qui sono daccordo; ma non capisco il nesso che lega questo con ciò che lei subito dopo sostiene, ovvero: “affinché possa la stessa affermare nella realtà della vita sociale e politica una concezione cristiana”. A mio modo di vedere Stato e Cristianesimo sono due concetti che s’intersecano solo e soltanto nel caso siamo noi a voler farli intersecare..ma l’uno può benissimo fare a meno dell’altro. Anzi dal mio punto di vista quello stato che fa della laicità un valore fondante è uno stato altamente democratico che lascia ai suoi cittadini la prerogativa di decidere di una sfera così importante e personale della vita.
Sono daccordo invece sul fatto che la degenerazione partitocratica è una fumosa copertura di un sistema totalitario. Certo un totalitarismo dissimile dai modelli passati, ma che pacatamente e inconsciamente elude ogni forma di dissenso e di alternativa. Concordo sulla necessità di incentivare una vera e sana partecipazione popolare ma il rimedio che lei offre mi pare una cura assai velenosa. Difatti dire che oggi “diviene necessario un grande movimento di centro, che costituisca la spina dorsale di un autentico modello democratico” non mi pare sia affermazione che si discostino di molto dalla realtà attuale. Forse che chi ci governa non si considera di centro? e questo “grande movimento di centro” non è forse un buon punto di partenza per instaurare la tanto diprezzata forma di totalitarismo?
Capisco tuttavia il modello cui lei si riferisce e ci intarvedo una buona dose di nostalgia..ma mi permetta di ricordale (come del resto lei stesso lascia intuire) che alla stesura del testo costituzionale non presero parte solo democristiani ma altresì comunisti, socialisti e azionisti, tutti uniti da un comune senso di responsabilità che oggi è impossibile constatare!!
Ciò detto credo che valga la pena di separare il dato tecnico (ovvero il discorso sui rimborsi elettorali e sulla social card) dal dato politico (il richiamo che lei fa al centrismo e al modello democristiano). Altrimenti si ritornerà sempre a vedere il futuro con i vetusti modelli del passato; non che questi modelli si debbano buttare, per carità! ma io credo debbano essere studiati per quello che sono stati nel passato. Dunque se giusto è studiarli per cercarvi pregi da riproporre, trovo sbagliato usarli come scudi di carta.
Quando lei dice “La nostra partecipazione alla vita pubblica deve essere quindi particolarmente attiva, animata da volontà di far si che le istituzioni diventino effettivamente costume. Quel costume politico in cui il rapporto tra la vita dei partiti e quella dei diversi organismi della società si risolva nella sua spontaneità, con quello spirito di servizio necessario alla costruzione del bene comune” mi trova assolutamente daccordo ma credo che il percorso per arrivarci non debba seguire strade già battute: sta tutta qui la difficoltà di costrire un futuro migliore.
Grazie per il suo intervento ed un cordiale saluto.