Dic 23 2008
Il Paese più bello del mondo, se non fosse che è pieno di italiani.
Guardando la televisione e leggendo i giornali, non possiamo che deprimerci nonostante l’imminenza delle festività. Sentiamo parlare di crisi economica, di licenziamenti e cassa integrazione, di giudici e magistrati indagati, di presidenzialismo e federalismo, ma alla fine a noi italiani nulla ci tocca veramente. Siamo troppo abili per farci fregare da queste cose, i soldi chi li aveva li ha mandati a San Marino o li ha messi sotto il materasso; chiunque ci governi, noi siamo pronti a lamentarci, sempre e comunque. C’è un detto un po’ volgare, che mi permetto di inserire tanto vuoi o non vuoi rimaniamo un paese di cattolici che usano le imprecazioni come intercalari. Il detto recita nel seguente modo (la versione originale era in dialetto, ma credo renda bene anche in italiano): “si piange il morto per inculare il vivo”. Vuoi o non vuoi rimaniamo un paese di egoisti, rimaniamo un paese dove la furbizia, sinonimo di disonestà nell’accezione da noi utilizzata, è un pregio, un paese dove parcheggiare in divieto di sosta è positivo se non ti mettono la multa, un paese dove saltare una fila in posta è una furbata, un paese dove è normale chiedere al negoziante uno sconto se non ci serve lo scontrino fiscale, un paese dove è normale trovare lavoro tramite le amicizie …
Dicevamo, anzi dicevo, perché non credo ve ne siano molti che si troveranno concordi con quanto dico, un paese di egoisti. Permettetemi, un paese a cui devo tutto, la mia istruzione, il mio benessere, il mio carattere, ma un paese in cui non voglio più vivere, non immezzo a tutti voi italiani.
In realtà dovevo solo introdurre un articolo di Carlo Vulpio, il cui link mi appresto ad inserire alla fine del mio sfogo. Leggete questo articolo, riflettete sul fatto che oltre a rimuovere i magistrati ora ci facciamo rimuovere i giornalisti. Il blog di Vulpio contiene tutte le informazioni per ricostruire la vicenda e perché vi facciate una vostra opinione di ciò che sta accadendo nel vostro paese, che per vostra informazione contiene anche il vostro prezioso giardino di casa, l’unica cosa a cui veramente tenete.
buona fortuna a tutti
Hic et nunc, Marco
Via di qui. Cattivi magistrati e cattivi giornalisti. di Carlo Vulpio
4 COMMENTI to “Il Paese più bello del mondo, se non fosse che è pieno di italiani.”
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afferro il senso di disperazione cui trasuda questo articolo ma non posso che provarne sdegno e rammarico. Il perchè è presto detto: gli italiani sono italiani (proprio come tu caro Marco li ha descritti) almeno da tremila anni..almeno dal tempo dei romani e forse ancor prima dagli etruschi e via via risalendo l’albo della storia. Il punto non è questo e sbagliato sarebbe pure credere che gli italiani possiedano qualche peculiarità che li rende squallidi se paragonati al resto del mondo… Proverbio per proverbio credo rimanga pure valido quello che recita “tutto il mondo è paese”.
Il poroblema dei nostri tempi credo sia dovuto al fatto che oramai non c’è più limite alla nefandezza: il caso di vulpio lo dimostra ma le cose non avvengono mai per puro caso. Illusi saremmo se credessimo che i nostri compatrioti possano provare sdegno per delle cose che neanche sanno valutare nella loro gravità. Sai perchè? perchè il problema non esiste…finchè l’acqua non tocca il culo nessuno vuole alzarsi….ma il problema è ancora più profondo! il punto è che manca una politica, un credo, una religione che sappia, abbandonando l’ipocrisa, ricercare davvero il “bene comune”. A ben vedere tutte le conquiste delle epoche passate, dalla democrazia ai diritti dell’uomo alla carità cristaiana, ora non sono altro che incrostazioni ideologiche dietro le quali si maschera proprio quel male che esse avevano combattuto. E chi dovrebbe rifondarle se non l’uomo, gli uomini? ma questa opera diviene impossibile quando agli uomini è tolta la possibilità di riconoscere la loro schiavitù, quando ognuno non vede aldilà del proprio naso…
Io credo che se oggi metessimo assieme tutte le persone oneste e di buon senso che davvero vogliono partecipare al “progresso” dell’umanità avremmo le forze per combattere quella battaglia che la storia ci ordina. Tuttavia l’attuale ordine socio-politico per come oggi è sviluppato è progettato per dividere, lobotomizzare e sfruttare gli uomini nella loro singolarità: ognuno per sè ognuno col suo male…(ad esempio questo sito è visitato mediamente da 50 persone al giorno, perchè pochi commentano? perchè gli amici ignorano e non partecipano al progetto?)
Sarò un illuso, ma covo più rabbia di quella che tu hai. Ma più che anatemi o sermoni da preti credono servano valide strategia di lotta politica, analisi sociologiche ed economiche che ci dicano come gira la ruota che noi criceti quotidianamente muoviamo….questo serve! serve una rivoluzione illuminista..e l’illuminismo come tu ben sai, così come tutti gli sconvolgimenti che hanno emancipato l’uomo, sono partiti dalla testa di pochi pensatori…se aspettiamo che siano i popoli a decidere di muoversi autonomamente potremmo pure aspettare in eterno…
La storia dell’uomo è in continuo divenire nessuna conquista dura in eterno.
Questa volta devo vivacemente dissentire da quanto scritto da Matteo, io non credo affatto che tutto il mondo sia paese e credo sia di fronte a noi questa nostra peculiarità.
Come ben dice Matteo, nessun reagirà mai fino a quando non sarà messo alle strette ed è qua che si smaschera ciò che a mio avviso ci distingue da altri popoli; gli italiani non saranno mai con l’acqua alla gola è questo che li rende straordinari, il saper sempre cadere in piedi, il fatto di avere un lavoro ufficiale e uno “non-ufficiale” e via dicendo.
Per una volta, visto che ieri era Natale, voglio sforzarmi di vedere del bene anche dove non c’è. Secondo me in Italia manca una classe politica perché l’identificazione di un “bene comune” o una sorta di interesse comune è impossibile da identificare.
Non tutti i politici che abbiamo avuto negli ultimi trentanni erano ladri, credo che qualcuno abbia sinceramente e appassionatamente tentato di migliorare le cose, ma con esiti assolutamente negativi.
Anatemi e sermoni da preti non servono a nulla, ma ogni giorno di più credo al fatto che siamo un popolo ingovernabile e forse ad incoraggiare una nuova era affianco ad un nuovo illuminismo collocherei un nuovo risorgimento e una nuova unità nazionale.
il tuo disaccordo è molto in accordo con il mio pensiero….cerco di esprimere brevemente quello che vorrei dirti.
Da illusi è credere che l’Italia possa oggi discostarsi da ciò che già è. Certo: gli italiani hanno le loro doti, le conservano nel bene e nel male da sempre ma sarebbe sbagliato attendersi che da un giorno all’altro, chissà poi per quale motivo, si metessero alla ricerca di un ordine politico che non sia quello che garantisce i propri privilegi….(o presunti privilegi). E’ innegabile che esista una peculiarità tutta italiano, ma non credo sia il caso di farne un cruccio…
Il punto centrale è che io credo sia sbagliato piangere se nel guardarci attorno ci accorgiamo che la gente se ne frega di tutto ciò che va oltre il proprio orticello:se così faremo non andremo mai da nessuna parte perchè cio è avvenuto in tutte le varie epoche del mondo…quello che a me fa veramente incazzare è il fatto che “la sacra famiglia” non venga più ristampata perchè alla gente non interessa e preferisce vedere Xfactor…se ciò avviene il motivo c’è! spetta a noi scovarlo…
ti prego di meditare a fondo in quello che sto dicendo perchè non è vero che non la pensiamo allo stesso modo…possiamo chiamarlo “neo illuminismo” “risorgimento” o “unità nazionale” il punto non cambia: dobbiamo sperimentare vie nuove che prescindano dal consenso di terzi, non importa quanti saremo l’importante è capire che il popolo bue è, e rimarra’ tale almeno per molto tempo ancora…
se qualcuno fosse stato furbo si sarebbe accorto che il m97 è fondato su una cosa irrealizzabile!!! esiste una contraddizione insanabile tra i suoi obiettivi e gli strumenti che ha per realizzarli….ma quello che è da ritenersi importante per ora è il percorso che si deve intraprendere per arrivare a comprendere il paradosso…
Se è vero, come credo sia vero, che ogni epoca contiene in sè le premesse per la sua negazione ecco che il fardello che abbiamo tra le mani (soprattutto quando il cavaliere se ne andrà) sarà molto pesante….
Scolta Marco, sè tardi. fasemo na cosa: se vedemo a breve e parlemo a ruota libera. aspetto una tua chiamata…ciao
a voi la possibilità di leggere un interessante articolo di Eugenio Scalfari
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/politica/giustizia-5/storia-italia-corrotta/storia-italia-corrotta.html