Dic 11 2008
Open Source e risparmio
Dopo innumerevoli sollecitazioni dell’animatore di questo portale mi piego a scrivere un piccolo articolo. Cos’è l’open source? In soldoni si tratta di un modo di intendere il software e più in generale la conoscenza umana. Il concetto che sta alla base è quello di “condivisione”. Tutti possono copiare tutto, modificarlo, lasciare che altri copino le loro modifiche sempre indicando la paternità intllettuale dell’opera. Esistono moltissimi articoli online e libri che, a chi sia interessato, illustrano nel dettaglio questo modo di vedere il mondo. Qui per brevità indicherò acune applicazioni reali. Il primo: Wikipedia. Chi non la conosce? E’ uno degli esempi più vasti di condivisione. Certo, con luci ed ombre ma pur sempre nel segno dell’unione degli sforzi per un avanzamento della conoscenza. Il secondo, e per me più interessante: Linux. Linux è una valida alternativa a Windows che vi permette di non spendere un euro in licenze e un minuto a cercare su emule i programmi. Avete a vostra disposizione più di 24.000 programmi pronti per essere installati e funzionare. Sono stati sviluppati da volontari ma anche da ditte che pensano che lasciando la libertà di apportare modifiche al proprio lavoro anche esse ne traggono beneficio. Qualche nome? IBM. Chi dice che Linux non funziona? Microsoft. Da anni esiste in Italia una associazione che si chiama Assoli che si batte per la diffusione dell’Open Source specialmente nella pubblica amministrazione. Ogni pc installato in Comune ha una media di spesa di 400 euro in licenze. Se i pc funzionassero solo con Linux avremmo un netto risparmio e un allontanamento dello Stato dalle politiche ricattatorie delle multinazionali.
In poche righe ho messo molta carne al foco ma mi riprometto di approfondire in seguito magari seguendo gli spunti dei vostri commenti.
Link utili:
- http://faberlibertatis.org/wiki/Filmati_per_conoscere_il_mondo_GNU/Linux
- http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons
- http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman
7 COMMENTI to “Open Source e risparmio”
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Ciao Mirko,
grazie per la tua partecipazione al sito del Movimento97 e grazie per la tua riflessione sull’open source.
Io sono laureato in Ing. Informatica e conosco bene l’argomento.
Mi permetto di aggiungere qualche considerazione sul tuo articolo.
La pubblica amministrazione spende un sacco di soldi in software che non verranno mai utilizzati, come ad esempio Microsoft Office.
I responsabili molto probabilmente non fanno attenzione a queste cose e comprano senza scrupolo… alla fine non sono soldi loro.
D’altra parte si parla di compatibilità… ma ormai i software oper source sono molto compatibili con tutto, vedi OperOffice (la soluzione Open paragonabile a Microsoft Office)
Il problema è di mentalità, non di compatibilità.
Grazie Mirko per lo spunto….
Nella pubblica amministrazione c’è molto interessa da parte dei Dirigenti per l’Open Source. Il vero problema sono l’outsourcing e i tecnici informatici. I secondi fanno resistenza per non trovarsi rogne da gestire mentre. Il primo, l’outsourcing, insiste su windows perchè estrememtne più fragile di Linux e quindi bisognoso di assistenza pagata. Per chi non lo sapesse l’outsourcing eè la pratica di appalatare funzionalità proprie a strutture esterne.
Da qualche tempo gira per gli uffici della Regione Veneto un interessante CD che contien tutti i migliori software open che funzionano sotto windows. Si chima OpenCD e posto il link da dove scaricarlo:
http://www.theopencd.it/
pertanto ci stai dicendo che la Regione Veneto rappresenta, nel campoinformatico, il faro del progresso!!..incredibile.
La faccienda è molto interessante ma credo che il problema sta nel fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini-utenti (me compreso) è all’oscuro di ciò che tutto questo significherebbe. Ci sono in ballo un sacco di soldi che la pubblica amministrazione potrebbe risparmiare, ma come giustamente fate notere: quale dirigente dovrebbe preoccuparsi di un problema che il grande pubblico nemmeno conosce? Quantificare l’intero ammontare sarebbe il primo passo in avanti: forse sarebbe preferibile pagare l’ici così da potere investire quei soldi in servizi utili ai cittadini, che versare fior fior di quattrini nelle casse di gente che già è milionaria…
Per Matteo: belle parole, ma tu lo usi sto software?
Vi dico che ho tentato svariate volte ad avvicinarmi al mondo open source, via linux o via open office.
Per quanto riguarda l’applicativo da ufficio, posso dire che è una validissima alternativa a Office della Microsoft, pur restando alcuni difetti che un utente medio è costretto a tenersi.
Per quanto riguarda linux o comunque un sistema operativo open source, devo ammettere che mi ci sono avvicinato una volta sola, installando Ubuntu su un vecchio PC, ma quando poi ho tentato di mettere stampanti, scanner, dischi esterni via usb e dovevo andare in cerca dei driver per farli funzionari ho tolto tutto ed imprecato un paio di volte.
A questo proposito volevo chiedere a Mirko, le ultime versioni di linux come sono? Un utente medio, è in grado di utilizzare tale sistema operativo senza dover per forza imparare a programmare?
Caro Mirko…e no che non lo uso! e sai perchè? perchè non ne so un piffero e sono molto ignorante in materia… è per questo che credo ci voglia uno sforzo divulgativo maggiore…se poi lasciamo che queste tecnologie siano prerogativa di “raquanti” nerd
resteranno sempre un prodotto di nicchia forse anche autoreferenziale.
I risultati che il tuo sforzo editoriale hanno prodotto ci mostrano chiaramente quanto il mondo necessiti di maggiori ragguagli…
ciao e saluta Giorgio!
Sono d’accordo con Matteo per quanto riguarda l’informazione che è un po’ carente, ma non certo mancante.
E’ vero che tutti usano i programmi Microsoft a casa, ma quanti utilizzatori pagano le rispettive licenze?
L’utente che usa prodotti a pagamento senza versare la quota della licenza non vede un beneficio nel passare a prodotti OperSource, perchè tanto costano uguali (gratis) se sono contraffatti.
Io uso programmi OperSouce da anni, uso anche programmi a pagamento (con relativa licenza) e devo dire che ci sono situazioni per cui l’OperSource è migliore dei software con licenza.
Tutto sommato è un discorso di rispetto (per chi i software li fa) ed etica.