Mag 02 2009

Liberazione e/o libertà?

Pubblicato da Maicol Casarin il 22:41 nella categoria Altra Politica, Comuni d'Italia, Governo Locale, Politica, Storia

L’opera di revisionismo storico inesorabilmente va avanti. Un’altro tassello importante è stato messo, il 25 aprile, tanto l’uomo ha il vizio di dimenticare col passare del tempo. Già se n’era parlato in questo blog di questa questione nell’articolo “Omaggio a Erich Priebke”.

La resistenza e il fascismo sono due cose diverse. Lo sa anche un bambino. La Resistenza è stata fatta CONTRO il fascismo, CONTRO le leggi razziali, CONTRO il nazismo. Celebrare i caduti di entrambi può forse essere un atto umanitario, ma non nel giorno della Resistenza. È come ricordare i nazisti nel giorno della Shoah insieme ai milioni di ebrei morti nei campi di concentramento.

Ed allora dopo 64 anni ancora non si sente un coro comune nella celebrazioni della liberazione nazifascista. Un velo di nostalgia e di commozione forzata riesce di questi tempi sempre a insinuarsi nelle parole echeggianti dei comizi di piazza. La sinistra rivendica il valore partigiano della resistenza e della libertà, mentre la destra ricorda, con note a piè di pagina, che c’erano altri valori in quel tempo a cui noi dobbiamo rendere omaggio, che “di-giamocelo, pur nella differenza di posizioni”, avevano dentro di se il senso della libertà.

Per fortuna interviene Giorgio Napolitano, che ci ricorda che una cosa è il rispetto e la pietà per tutti i caduti, anche nemici; una cosa è il riconoscimento a coloro che cadendo conseguirono, per noi oggi, un mondo che aspira a valori di libertà allora impensabili.

Il ducetto del nostro tempo propone di non chiamarla più Festa della Liberazione, ma Festa della Libertà, in maniera da rappresentare tutti e non fare un torto a nessuno. Lui è la prima volta che vi partecipa e l’ha trovata troppo vecchio questo nome, ne vuole uno più moderno e più generico, un bel logo da replicare su penne usb lucidalabbra e via su Mediashopping.

Come se gli americani a NY ribattezzassero la Statua della Libertà come la “Statua della Suprema Razza Bianca”, visto che è bianca; giusto per guardare al futuro con ottimismo.

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