Giu 04 2009

Vademecum per le elezioni europee

Pubblicato da Maicol Casarin il 03:53 nella categoria Altra Politica

Già De Mitri nel suo precedente articolo aveva sottolineato l’importanza fondamentale del ruolo delle istituzioni europee. Non si può che concordare con le sue posizioni. Ora resta solo da scegliere i nostri candidati migliori, possibilmente “presentabili”, e che sappiano l’inglese, l’unica maniera di poter interloquire all’interno dei dibattiti parlamentari e far valere le proprie ragioni (oltre a quella di garantire la presenza). Presentiamo quindi in seguito una lista dei migliori, i selezionati dei selezionati, le punte di diamante della nostra società, tra tutte le principali liste, a confermare la volontà assoluta di far bella figura in Europa. Buon voto.

POPOLO DELLE LIBERTA’

Chiuso il caso “veline”, chiaramente eliminate dopo il caos intorno alle candidature del pdl, ricordiamo che il Giornale (notoriamente “di sinistra”) in un articolo del 28 Aprile scorso discuteva sulle possibili candidate: tra le altre le gemelle De Vivo reduci da L’isola dei Famosi già ricevute a Palazzo Grazioli; Angela Sozio, capelli rossi folti ricci, queste sono le uniche note caratteristiche di cui parlano i giornali, oltre al fatto che la ragazza nel curriculum può vantare alcune giornate trascorse a Il Grande Fratello e alcune ore trascorse nella villa Certosa sulle ginocchia o nei paraggi del Presidente del Consiglio; Camilla Ferranti, reduce da Incantesimo ma sorella di un Consigliere comunale di Forza Italia a Terni; Eleonora Gaggioli che ha partecipato alle serie televisive Don Matteo e Elisa di Rivombrosa. Per loro ora non c’è più posto. Tra i migliori:

Bonsignore Vito (1943), europarlamentare uscente ex Dc, ex Ppi, ex Udc,oggi passato con il Pdl condannato in via definitiva a 2 anni di carcere per tentata corruzione per l’appalto dell’ospedale d’Asti. Attende ancora l’esito dell’udienza preliminare per il caso della scalata Unipol a Bnl in cui l’eurodeputato è imputato di concorso in aggiotaggio.

Mastella Clemente (1947, dal ’76 in parlamento), premiato da Mr 78% per il suo essenziale contributo alla caduta del governo Prodi, l’ex guardasigilli che deve giustificare due presunte concussioni, una tentata concussione (ai danni del governatore Bassolino) e qualche abuso d’ufficio.

Patriciello Aldo (1957), ex Dc, ex Ppi, ex Udeur, ex Udc, ex Forza Italia, ora Pdl, è stato condannato a 4 mesi per un finanziamento illecito, e adesso fa i conti con una richiesta di rinvio a giudizio e un dibattimento ai nastri di partenza. A Isernia è stato rinviato a giudizio per truffa e frode al termine di un’inchiesta, denominata Piedi d’argilla, sulle forniture di materiali scandenti all’Anas. A Campobasso invece è appena stato rinviato a giudizio per lo scandalo di un centro di riabilitazione mai entrato in funzione. Le accuse vanno dal concorso in tentata truffa, all’abuso e alla malversazione. Nel gennaio del 2008 Patriciello è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata in concorso, abuso d’ufficio e malversazione ai danni dello Stato, insieme al cognato Mario Pietracupa e ad altre quattro persone.

Strano Antonino (1950), condannato in primo grado a 2 anni e 2 mesi per abuso d’ufficio patrimoniale e falso. Nel 2005, tre giorni prima delle elezioni, Strano, assieme all’allora sindaco di Catania Umberto Scapagnini ed altri allegri componenti della giunta comunale, pensò bene di far trovare nelle buste paga di 4 mila dipendenti municipali una somma compresa tra i 300 e i mille euro, per risarcirli dai danni causati da un’eruzione di cenere lavica.

Tanto che, in occasione della caduta del governo Prodi, tutti i tg del mondo si erano accorti della sua esistenza. Non solo perché aveva festeggiato l’accaduto mangiando volgarmente in aula fette di mortadella abbondantemente innaffiate di champagne, ma anche perché aveva urlato “Sei un cesso corroso! Sei un frocio mafioso! Sei una merda! Sei una checca squallida!” al senatore dell’Udeur Cusumano, che non aveva votato la sfiducia all’esecutivo. Mr. 78% assicurò gli italiani che certi personaggi dovranno più non essere candidati.

Barbara Matera (1981), Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Ex lette ronza in Mai dire Domenica e in Chiambretti c’è (in onda su La 7). Dal 21 settembre 2003 al 2007 è annunciatrice per Rai Uno.

PARTITO DEMOCRATICO

Passiamo alle candidature del Pd, le quali Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte per il PD, ha efficacemente descritto come “una sfilata di pensionati di lusso”, tra i quali: Paolo Costa, ex sindaco di Venezia; Patrizia Toia, fu beccata, insieme a altri assessori regionali, nel 95 a spartirsi le A.S.L. della Lombardia, finirono tutti sotto processo e poi si salvarono tutti perché fu abolito il reato di abuso d’ufficio; Leonardo Domenici, il sindaco uscente di Firenze, quello che tre mesi fa si era ritirato dalla politica e si era andato a incatenare alla sede di Repubblica perché Repubblica aveva osato scrivere un pezzo sui suoi rapporti, i suoi incontri con Ligresti etc. e aveva detto “basta sono disgustato lascio la politica”, ma evidentemente ci ha ripensato; Andrea Losco, è uno degli ex Presidenti della Regione Campania che hanno la responsabilità politica dello scandalo della mondezza in Campania, quando fu nominato Presidente della regione e commissario ai rifiuti era nell’Udeur, stava con Mastella, poi è passato con Rutelli. Berlinguer Luigi (1932), ex parlamentare, ex docente universitario, ex Ministro dell’istruzione, ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura, è sardo di origine. E’ capolista nel nordest. Dopo avere parlato per mesi del Partito Democratico federale, del Partito Democratico del nord: un sardo capolista nel nordest. Geniale! Tra i migliori:

Cozzolino Andrea (1963), delfino di Bassolino e assessore regionale campano alle Attività produttive, perquisito e indagato due giorni dopo il suo sì alla euro-candidatura per tangenti legate alla costruzione di centrali elettriche a biomasse.

Montemarano Angelo (1951), ex demitiano, è sotto inchiesta a Napoli per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio.

Pirillo Mario (1945), rinviato a giudizio dalla Procura generale di Catanzaro, dopo l’avocatura al pm Luigi De Magistris dell’indagine Why Not, per reati che, vanno dall’abuso d’ufficio al peculato, per arrivare sino alla truffa aggravata.

LEGA NORD

Bossi Umberto (1941), condannato in via definitiva a 8 mesi per 200 milioni di lire di finanziamento illecito incassati nel processo Enimont; condannato a un anno e 4 mesi (poi commutati in 3 mila euro di multa e interamente indultati) per vilipendio alla bandiera («Il tricolore lo uso per pulirmi il culo»); un anno di reclusione per istigazione a delinquere comminato dopo un comizio in cui il Senatur aveva invitato gli astanti «a individuare i fascisti per cacciarli dal Nord anche con la violenza».

Brigandì Matteo (1952), «Procuratore generale della Padania» nonché avvocato di Bossi, nel 2003 fu arrestato a Torino e condannato in primo grado a due anni per truffa aggravata ai danni della Regione per una storia di contributi pubblici, assegnati a un amico. In appello però è arrivata l’assoluzione. Ora il caso è in Cassazione.

Borghezio Mario (1947), condannato a 2 mesi e 20 giorni per l’incendio aggravato da «finalità di discriminazione» delle baracche di alcuni immigrati, da parte delle ronde da lui capitanate. Nel 1993 è stato condannato a pagare una multa di 750.000 lire per violenza privata su un minore in relazione ad un episodio risalente al 1991, quando aveva trattenuto per un braccio un venditore ambulante marocchino, illegalmente in Italia, di 12 anni per consegnarlo ai carabinieri. Nel luglio del 2005, durante un intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al Parlamento Europeo si è reso protagonista, insieme ad altri parlamentari della Lega Nord, di una vivace contestazione al limite del “vilipendio” contro l’introduzione dell’euro, da lui considerata colpevole dello stato di crisi dell’economia italiana.

UNIONE DEI DEMOCRATICI DI CENTRO

Emanuele Filiberto di Savoia (1972), figlio di Vittorio Emanuele di Savoia arrestato in seguito allo scandalo di campione d’Italia, è erede, notabile, per discendenza come erede al “tronochenonc’è”. Persino nelle disposizioni finali delle costituzioni, c’era scritto di tenerlo lontano, ora addirittura scende in politica.

De Mita Luigi Ciriaco (1928), volto nuovo (45 anni in parlamento) al suo esordio nel partito di Casini e porta con sé i suoi molti voti e suoi molti procedimenti penali, dai quali è però sempre uscito indenne.
Nonostante le parole dell’ex segretario amministrativo della Dc, Severino Citaristi, secondo il quale De Mita era perfettamente al corrente delle modalità (illecite) con cui si finanziava il partito. Ma sono storie vecchie e tutto è stato coperto da sono prescritte, nel 1999, anche le accuse di corruzione mosse a De Mita per le tangenti legate alla costruzione della centrale elettrica di Gioia Tauro. Vanta una notevole collezione di prescrizioni per vari episodi di Tangentopoli.

Giuseppe Naro (1948), celebre per aver speso a Messina 800 milioni di lire di soldi pubblici per acquistare 462 ingrandimenti fotografici e per aver strappato le sue belle prescrizioni nelle indagini sulla tangentopoli dello Stretto e condannato in Cassazione a 6 mesi di reclusione. Prescritto nel 2007 nell’ambito della Tangentopoli Messinese dopo la condanna di primo grado a un anno e sei mesi per associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta, e per le spese folli di “Taormina Arte” per peculato.

Pinto Ferdinando (1947), condannato da presidente del teatro Petruzzelli di Bari, fu arrestato e poi assolto per mancanza di prove dall’accusa di aver incendiato il teatro Petruzzelli, ma condannato in sede civile a risarcire i proprietari per non aver assicurato il teatro per 57 miliardi di lire (mai pagati). Secondo i pm il teatro fu distrutto da un incendio doloso richiesto alla malavita locale dallo stesso Pinto. L’obiettivo sarebbe stato quello di lucrare sulla ricostruzione, visto che Pinto era indebitato con un usuraio. In primo e secondo fu riconosciuto colpevole, ma la Cassazione annullò il processo certificando l’assoluzione. Ha comunque modo di rifarsi con una richiesta di rinvio a giudizio per concorso in falso materiale e ideologico, contraffazione di pubblici sigilli, calunnia, falso giuramento della parte, falsa testimonianza, violenza privata e violenza per costringere qualcuno a commettere reati, con l’aggravante di aver voluto favorire i boss del clan Capriati depistandole indagini.

Bergamo Ugo (1951), è famoso perché è quello che ha praticamente ordinato la fucilazione in effige dei magistrati di Salerno che avevano osato occuparsi dello scandalo di Catanzaro, quindi anche lui è talmente indipendente come il Consiglio Superiore è in lista con l’Udc

Romano Francesco Saverio (1964), è indagato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e sotto osservazione per le rivelazioni dì Massimo Ciancimino, che sostiene di avergli allungato un “contributo” dì 100 mila euro.

LA DESTRA – MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE – ALLEANZE DI CENTRO

Storace Francesco (1959), nel marzo 2006, è indagato dalla procura della Repubblica di Roma per violazione della legge elettorale, è stato rinviato a giudizio dalla procura di Roma con l’accusa di accesso abusivo ad un sistema informatico. Nell’agosto 2007 fu indagato dalla Procura Di Roma per la presunta erogazione irregolare di finanziamenti per la ricerca scientifica avvenuta nell’anno 2005, mentre Storace ricopriva la carica di ministro della salute. Il 15 ottobre 2007 Storace finì sotto inchiesta dalla Procura di Roma con l’accusa di offesa all’onore o al prestigio del presidente della Repubblica (salvato dal Senato che ha negato l’autorizzazione a procedere)

Sgarbi Vittorio (1952), ex PCI, ex PSI, ex DC-MSI, ex PLI, ex PRI, ex PR, ex FI, ex Lista Consumatori, ex Partito Federalista, UDC-DC come sindaco a Salemi, e MPA per le prossime europee. Il celebre camaleonte di Ferrara è celebre, oltre che per la sua irascibilità, per la condanna definitiva a 6 mesi e 10 giorni di reclusione, per truffa aggravata e continuata e falso ai danni dello Stato. Nei primi anni ‘90, quando era un dipendente della soprintendenza di Venezia, Sgarbi per tre anni non si era quasi mai presentato al lavoro. E al processo era arrivato a giustificare le assenze con scuse fantasiose e malattie improbabili (parlò di cimurro, singhiozzò, persino di «allergia al matrimonio»). Per Strasburgo, potrà rilassarsi in quanto lì il cartellino non si timbra.

ITALIA DEI VALORI

Maruska Piredda (1977), ex hostess di Alitalia, celebre per la sua battaglia contro la vendita di Alitalia, di bella presenza ma probabilmente solo una bandiera per la “crisi Alitalia”.

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Un commento to “Vademecum per le elezioni europee”

  1. Marco De Mitrion 05 Giu 2009 at 14:44

    http://www.presseurop.eu/en/content/article/14031-pss-wanna-buy-some-votes

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